lunedì 1 novembre 2010

Giustizia privata

Clyde Shelton (Gerard Butler) è un superagente sotto copertura che si vede la vita rovinata da due balordi che gli ammazzano moglie e figlia. Al processo il suo avvocato Nick Rice (Jamie Foxx), per non incontrare difficoltà nella cariera, patteggia con uno dei due assassini (l'effettivo autore degli omicidi). Questo a Shelton proprio non va giu. Passa così 10 anni a progettare la sanguinosa lezione da dare al sistema giudiziario, e grazie alle sue doti riuscirà a metterla in atto in modo roccambolesco e decisamente improbabile.

Gran cast per un filmetto che finisce "in piscem". Buone le premesse della prima parte, troppo inverosimile la seconda, tanto che ci si sente presi in giro.
Il film ha il pregio di riuscire a confondere lo spettatore: non si riesce a stare dalla parte di nessuno dei due protagonisti. L'avvocato non è simpatico perchè non sta dalla parte della giustizia ma pensa ai propri interessi e Butler segue la legge del taglione in modo a dir poco esagerato, eccessivo anche per una persona che malauguratamente sia favorevole alla pena di morte. Il problema è che Butler ha la faccia simpatica ed interpreta un personaggio indubbiamente affascinante. E' inevitabile ritrovarsi a tifare per lui in alcuni momenti, pentendosi subito dopo e chiedendosi se veramente potevamo essere dalla parte di un simile pazzo omicida.

Incuriosisce all'inizio, per diventare inverosimile e scapestrato. Sono presenti diversi errori (nel video di Butler che fa a pezzi l'assassino, lo si vede arrivare da destra, mentre nelle scene prima lo si vedeva arrivare da sinistra; confessa inoltre di avergli strappato le dita dei piedi con una pinza, in che non ha senso se per prima cosa si vede come gli sega le gambe). Moralmente dubbio e confuso, con un finale che è a dir poco ridicolo. Voto: 5/10